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Gemello

Aggiornamento: lug 22



Domenica scorsa, subito dopo il rigore decisivo, mi sono voltato a destra per cercarti.

Fossimo stati insieme ti avrei trovato al tuo posto d'ordinanza e, sospinto dall'euforia del momento, avresti alzato le braccia al cielo, magari avresti persino cantato qualcosa con quel vocione stonato. Nel grigio acceso che contraddistingueva i tuoi occhi si sarebbero accese tante, minuscole pagliuzze dorate. E che divertimento sarebbe stata tutta la partita, a sentirti storpiare i nomi dei calciatori inglesi. "Dì un po', io la scuola non l'ho fatta!", mi avresti rimproverato con i tuoi finti toni burberi. Non c'eri, ma un po' la tua felicità mi è arrivata comunque.

Oggi invece c'eri eccome, nascosto in un sacco di tela con dei colori disegnati sopra, tu che manco li sapevi riconoscere. Appena ti ho preso sottobraccio ho pensato: belin che pesante che sei! Mi è venuta in mente la tua pancia, che da quando avevi smesso di fumare ti faceva così penare. Delle volte, prima di tornare in bottega, la fissavi perplesso e poi, urtandomi con un gomito, mi chiedevi "Dì un po' Matte, non ti sembra che sia un po' meno?".

Sta di fatto che appena salito sulla barca mi sono sentito leggerissimo e tu pure, non pesavi più. La mamma, la tua Patrizia, se ne stava seduta a guardare un po' il mare e un po' la Pina, la tua Pina. Giunti all'altezza di Boccadasse mi sono seduto vicino a lei, e non mi sono più rialzato fino a quando ci siamo fermati. Genova ci scorreva davanti, e noi giocavamo a indovinare il quartiere, così diverso dalla prospettiva dell'acqua. In alcuni posti tua moglie ha voluto raccontarmi alcuni episodi di vita vissuta, dove quasi sempre c'eri anche tu. Poi, fedeli al tuo volere, siamo arrivati a Bogliasco. A dirla tutta io ho visto prima Sessarego, uno straccio di case sul monte, quasi a volersi nascondere alla vista di marinai distratti. Ti ho pensato fumare una sigaretta, con lo sguardo sereno e assorto, mentre guardavi quello spicchio di blu dove noi, ora, ci trovavamo. Il motore della barca si è spento, dandoci finalmente tregua da un fastidioso puzzo di nafta. Non c'era nemmeno un accenno di onda, ma sul ponte si beccheggiava eccome. Aprendo la scatola di polistirolo ho pensato a tutte le cose fatte da quando non ci sei più. Al libro che finalmente ho scritto, mantenendo la nostra promessa. Anche se, già lo so, tu mi diresti che ora bisogna farlo pubblicare e hai ragione Nan, belin se hai ragione. Ho pensato a tutte le volte che avrei voluto trovarti seduto sul divano blu, quello della cucina, pronto a bastonarmi per qualche malefatta. Quanto mi piacerebbe prendermi qualche scappellotto e dartene altrettanti, per poi poterti raccontare dei miei viaggi. Chissà che cosa penseresti del vento di Fuerteventura, chissà come ti sarebbe piaciuto sapere della gentilezza dei Corfioti. E chissà come ti saresti fatto bello il giorno in cui ti avrei presentato chi proprio ora mi sta accanto, e credo che un po' di bene te ne voglia pure lei, a furia di sentire parlare di te.

Aperta la scatola, ho preso un mucchietto di cenere e ho guardato la Pina. Lei, che aveva già capito tutto, ha cercato agitata un cofanetto di legno scuro, con un bel motivo intarsiato sul coperchio. Dentro c'era un biglietto da visita:


PICASSO ALBERTO

Falegnameria


Il numero di telefono ancora senza prefisso, come una volta. "Lui ci teneva tanto" mi ha detto lei, e come darle torto. Poi finalmente ti ho preso in braccio, che se ci pensi la cosa è strana, perché chissà quante volte l'hai fatto tu con me. Al pensiero di un gesto simile ti saresti pure imbarazzato, tu che sei stato geloso della tua dignità di uomo fino all'ultimo. Ma non ti preoccupare Bertin, non è stato un aiuto, ma un accompagnarti. Subito dopo, una scia bellissima e argentata, è comparsa nel blu scuro del mare. Pure le case colorate di Bogliasco erano illuminate da una luce calda. Nell'immaginarmi questo momento avevo sempre pensato che saresti andato verso riva. E invece non hai avuto dubbi, hai preso la strada dell'orizzonte, di chi va avanti.

Il giorno in cui te ne sei andato avevo scritto che io ti ritroverò proprio lì. Oggi, mentre tornavo indietro e scattavo un'ultima foto dalla poppa della barca, ho ripensato che è proprio vero che io e te siamo e saremo sempre una cosa sola.


Ci vediamo nel mare, gemello.


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